Amati

Ama i tuoi occhi, per quando hanno visto il futuro nel presente.
Ama le tue orecchie per aver raccolto il rumore del mare, il frusciare delle foglie, il ronzio di un ape, e per averti permesso di conservarli.
Ama il tuo naso, perché grazie a lui hai imparato a riconoscere la primavera, il pranzo della domenica, e lei in mezzo a tanti, sempre.
Ama la tua bocca, perché ti ha insegnato la differenza fra dolce e amaro, fra vero amore e brivido, fra lacrime e pioggia.
Ama le tue spalle, perché anche se non lo sapevi, sono sempre state le tue migliori, forti amiche.
Ama le tue braccia, perché hanno saputo stendersi all’indietro, all’infuori o in avanti, e questo ha fatto la differenza quando ti hanno detto “tuffati”.
Ama le tue mani perché sono sempre state sincere, dure o morbide, aperte o chiuse, e loro no, non ti hanno mai mentito.
Ama le tue gambe, perché con te sono state deboli, e poi forti, e poi hanno tremato e tirato calci. Torneranno deboli, come il gambo di un fiore appassito ma fiero della sua bellezza immortale.
Ama tutto te stesso per quel che ha saputo essere e per quello che ti ha promesso e, forse, negato.
Per quello che poteva essere, e che invece è stato, potendo.
Per l’ombra che ha proiettato per te sul muro della vita.

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